
“Importer of Record” negli USA: cosa cambia per le aziende internazionali che vendono DDP
Nuovi controlli doganali, maggiori verifiche sugli importatori e attenzione alla responsabilità per dazi e dichiarazioni: l’Executive Order 14411 impone alle imprese che esportano negli Stati Uniti di riesaminare la propria organizzazione delle importazioni.
Aggiornamento normativo del 3 giugno 2026 — Verifica editoriale: 21 ottobre 2026.
1. Cosa è cambiato negli Stati Uniti
Il 3 giugno 2026 la Casa Bianca ha emanato l’Executive Order 14411, Strengthening Customs Enforcement, con l’obiettivo di rafforzare i controlli sulle importazioni e sull’identificazione dei soggetti responsabili delle operazioni doganali.
Il provvedimento coinvolge direttamente gli Importer of Record (IOR), ossia i soggetti individuati secondo le regole doganali americane come responsabili dell’ingresso delle merci.
Tra le principali misure previste figurano:
- Rafforzamento dei requisiti di garanzia doganale (customs bond).
- Verifiche sulla solidità e sull’affidabilità degli importatori.
- Controlli più approfonditi sui foreign Importer of Record.
- Aggiornamento del registro degli importatori.
- Nuovi obblighi di disclosure e certificazione.
- Procedure di verifica più rigorose per altri operatori della filiera doganale.
Una distinzione fondamentale: l’Executive Order contiene direttive alle autorità federali, alcune delle quali richiedono provvedimenti attuativi. Non è corretto presumere che ogni nuova condizione sia già pienamente operativa nella medesima forma per tutte le importazioni.
Per questo motivo, le aziende devono verificare sia la disciplina vigente sia le istruzioni applicative effettivamente pubblicate da CBP.
2. Chi è l’Importer of Record?
L’Importer of Record è il soggetto che assume specifiche responsabilità doganali per l’importazione negli Stati Uniti.
Tra queste possono rientrare:
- Corretta presentazione della dichiarazione doganale.
- Classificazione tariffaria delle merci.
- Dichiarazione del valore e dell’origine.
- Pagamento dei dazi e degli altri importi dovuti.
- Disponibilità e conservazione della documentazione richiesta.
- Rispetto degli obblighi doganali applicabili.
L’IOR non coincide necessariamente con il destinatario fisico della merce.
Inoltre, l’utilizzo di un customs broker non elimina automaticamente le responsabilità che la normativa attribuisce all’importatore.
3. Vendere DDP significa essere automaticamente Importer of Record?
No.
La resa DDP — Delivered Duty Paid, prevista dagli Incoterms® 2020, disciplina la ripartizione contrattuale di costi, rischi e obblighi tra venditore e compratore.
In generale, il venditore assume anche gli obblighi di sdoganamento all’importazione previsti dalla resa DDP.
Tuttavia, la resa DDP non conferisce automaticamente al venditore italiano l’idoneità a operare come Importer of Record secondo la normativa statunitense.
Occorre distinguere:
- Chi assume contrattualmente i costi e gli obblighi verso il cliente.
- Chi risulta formalmente Importer of Record presso CBP.
- Chi presenta la dichiarazione attraverso il customs broker.
- Chi presta le garanzie e risponde delle obbligazioni doganali.
Questi ruoli devono essere coerenti, ma non sono necessariamente attribuiti allo stesso soggetto.
4. Quali verifiche riguardano i foreign Importer of Record?
L’Executive Order 14411 prevede un rafforzamento dei controlli sugli importatori esteri.
Tra gli aspetti da seguire vi sono l’identificazione del soggetto, i requisiti di garanzia, le verifiche periodiche e le condizioni per accedere alle diverse procedure doganali.
Il provvedimento distingue inoltre il trattamento delle importazioni formali da quello delle procedure informali, prevedendo restrizioni specifiche per gli importatori esteri.
Per un’impresa italiana, la questione non è semplicemente ottenere un numero identificativo.
È necessario verificare che la struttura scelta sia compatibile con:
- Tipo e valore delle spedizioni.
- Procedura doganale applicabile.
- Requisiti richiesti all’IOR estero.
- Garanzie necessarie.
- Ruolo del customs broker.
- Eventuali nuove istruzioni operative CBP.
Le aziende che effettuano spedizioni ricorrenti dovrebbero dedicare particolare attenzione alla continuità delle operazioni e alla gestione delle eventuali richieste documentali.
5. CBP Form 5106: perché è importante?
Il CBP Form 5106 viene utilizzato per raccogliere o aggiornare informazioni identificative relative ai soggetti interessati dalle procedure doganali.
Può essere necessario nell’ambito dell’identificazione di un importatore e della gestione dei relativi dati presso CBP.
Non deve però essere confuso con un’autorizzazione generale e incondizionata a importare.
L’identificazione dell’impresa, la qualificazione come IOR, la disponibilità del bond e l’ammissibilità delle procedure utilizzate sono questioni distinte.
Per questo motivo è opportuno verificare con il customs broker che i dati registrati siano aggiornati e coerenti con l’operatività effettiva.
6. Customs bond: cosa deve controllare l’azienda?
Il customs bond costituisce una garanzia a favore delle autorità doganali per determinate obbligazioni legate all’importazione.
La tipologia e l’importo della garanzia dipendono dalle caratteristiche delle operazioni e dalle regole applicabili.
L’Executive Order 14411 prevede il rafforzamento dei requisiti relativi alle garanzie e alla capacità patrimoniale degli importatori.
Questo non significa che tutte le aziende debbano immediatamente versare un importo identico o costituire una società americana.
La verifica deve considerare il profilo dell’importatore, il volume delle operazioni, il rischio doganale e le disposizioni attuative effettivamente applicabili.
7. È necessario aprire una società negli Stati Uniti?
Non necessariamente.
La costituzione di una LLC o Corporation americana può essere una soluzione strategica in alcuni modelli di business, ma non rappresenta automaticamente un requisito universale per ogni esportatore.
Prima di procedere occorre valutare:
- Frequenza delle importazioni.
- Ruolo del cliente o distributore americano.
- Necessità di magazzino e distribuzione locale.
- Responsabilità doganali e commerciali.
- Costi amministrativi, fiscali e assicurativi.
- Convenienza di una presenza societaria stabile.
Una struttura americana può risolvere alcune esigenze operative, ma genera anche obblighi che devono essere valutati separatamente.
8. Checklist operativa per gli esportatori italiani
Le aziende che vendono negli Stati Uniti, soprattutto con resa DDP, dovrebbero verificare:
- IOR attuale: chi risulta formalmente responsabile delle importazioni?
- Identificazione: i dati registrati presso CBP sono corretti?
- Customs broker: chi presenta le dichiarazioni e con quali autorizzazioni?
- Bond: la garanzia è adeguata alle operazioni e ai requisiti applicabili?
- Incoterms: le condizioni contrattuali riflettono la struttura doganale?
- Costi: chi sostiene dazi, imposte, spese e possibili rettifiche?
- Documentazione: sono disponibili fatture, origine, classificazione e altri documenti necessari?
- Continuità operativa: sono state considerate eventuali modifiche alle procedure di importazione?
La revisione dovrebbe coinvolgere il responsabile commerciale, la funzione logistica, il customs broker e, quando necessario, consulenti legali e fiscali.
9. FAQ — Le domande più frequenti
Un’azienda italiana può ancora essere Importer of Record negli USA?
La possibilità di operare come foreign Importer of Record dipende dai requisiti doganali applicabili e dalle procedure utilizzate. L’Executive Order 14411 prevede controlli rafforzati e restrizioni specifiche, ma non va interpretato come un divieto generalizzato di tutte le importazioni effettuate da soggetti esteri. Occorre verificare le disposizioni attuative e la situazione concreta dell’impresa.
Se vendo DDP devo necessariamente aprire una LLC americana?
No. La resa DDP stabilisce obblighi contrattuali tra venditore e compratore, ma non impone di per sé la costituzione di una LLC. È necessario verificare che il venditore possa adempiere agli obblighi di importazione attraverso una struttura ammessa dalle regole statunitensi. Una società americana può essere utile, ma richiede un’analisi operativa e fiscale.
Il customs broker assume tutte le responsabilità doganali?
No. Il customs broker svolge le attività per cui è incaricato e autorizzato, ma la sua presenza non trasferisce automaticamente tutte le responsabilità dell’Importer of Record. L’importatore conserva obblighi specifici relativi alla correttezza delle informazioni, alla documentazione e alle somme dovute, secondo la normativa applicabile.
Il CBP Form 5106 è sufficiente per iniziare a importare?
No. Il Form 5106 riguarda l’identificazione e l’aggiornamento delle informazioni del soggetto presso CBP. Non sostituisce le verifiche sulla qualificazione dell’importatore, sulle garanzie doganali, sulle procedure applicabili e sugli eventuali requisiti di altre autorità, come FDA, USDA o altre agenzie competenti.
10. Come può aiutarti Link2America
Per le aziende italiane che esportano negli Stati Uniti, la corretta organizzazione delle importazioni è parte integrante della strategia commerciale.
Link2America offre supporto nella valutazione delle esigenze logistiche e doganali, nell’individuazione di customs broker e partner specializzati e nel coordinamento delle soluzioni operative per il mercato americano.
Quando il progetto richiede ulteriori competenze legali, fiscali o societarie, queste possono essere integrate attraverso professionisti qualificati.
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